La Fontana “The day after”

Di filmati più o meno ufficiali della suntuosa inaugurazione della Fontana del Maestro Luigi Ontani è giù pieno il web, sia vergatese che no…

Di conseguenza noi la fontana ve la facciamo vedere il giorno dopo (da cui il titolo), in tutto il suo ancestrale splendore.

Il Nostro Prof. Dario Mingarelli, in aggiunta, ci molla una dose massiccia della sua utopia/realistica, che già in passato è stata seme e germoglio di quello che è oggi “Vergato Arte”.

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& vivA l’Arte!

La quiete dopo la tempesta, domenica 7 aprile ore 15.00.

“RenVergatellAppenninMontovolO ” E finalmente non si RIMANDA tutto è pronto !

Domenica 7 aprile 2019 alle ore 10,30 in piazza Giovanni XXIII /Piazzale della stazione ferroviaria/ ci sarà l’ inaugurazione delle mitica Fontana del maestro LUIGI ONTANI. Artista inimitabile di fama internazionale, nato a Vergato a pochi metri dalla sua opera spettacolare.

Nello stesso giorno sarà inaugarata anche la sala “MuseOntani” sita all’ interno del Palazzo Comunale – Piazza  Capitani della Montagna – e nella stessa occasione si potranno vedere anche le vetrate delle quattro stagioni da lui eseguite nel 1998…insomma un tutto “Ontani”

L’ open day del Palazzo Comunale sarà allestito anche con i gadgets, per Lui creati a ricordo di questa  speciale  inaugurazione.  Le cartoline avranno l annullo postale, così come i folder delle vetrate…che anticipiamo in visione a tutti coloro che, amanti dell’ arte e non, potranno vedere ed acquistare.

La Fontana zampillante VI aspetta, il tour per l’Artista anche…quindi siete tutti invitati all’evento che fra 48 ore sarà in un Paese meraviglioso del nostro Appennino !

Gian Paola

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Cartolina: fronte

Cartolina: retro

Pieghevole: esterno


Pieghevole: interno

26/03/2019 – Anno Zero – Ariete ; )

Anacronistici di costituzione, vi informiamo con leggero ritardo che la squadra del “RenVergatellAppenninMontovolo” è al gran completo, manca solo l’acqua per completare i 4 elementi.

La complessa statua è policroma, alla maniera dei greci e dei romani, piena di minuziosi e squisiti dettagli portati all’attenzione attraverso un calibrato e sapiente dosaggio cromatico.

La fontana è BELLISSIMA (come la canzone della Bertè), i colori sono forti ma ci penserà l’amico tempo a stendere la sua tempera per impastare ancora di più le tonalità… la Fontana è fatta per durare ma avrà bisogno di RISPETTO, CURE e MANUTENZIONE.

Ci dovremo tutti impegnare a fondo per coltivare questo tesoro appena nato… dobbiamo trattarlo bene perchè è nostro, dei nostri figli e delle generazioni a venire.

Grazie Maestro Ontani perchè si è superato.

vivA la fontAna
e vivA l’Arte

La statua dentro alla gabbia.
C’è tutto!


“Il Fauno sta arrivando, Appennino è già qua” (da canticchiare sulla base di “L’estate sta finendo” dei Righeira)

Dopo vane promesse di aggiornamenti quotidiani e un pochino di imbarazzo per l’annullamento dell’inaugurazione, eccoci qua.

Il RE Appennino, madre e padre della nostra vallata ci guarda con occhi benevoli e terribili come ha sempre fatto; ma adesso non sono più rendering, fotomontaggi o immagini di lavorazione…

La vasca del Re Appennino, padre e madre della nostra vallata.

La bellissima vasca della Fontana del Maestro Ontani è qua a Vergato (BO).

Pubblichiamo a seguire anche le foto della cerata del mistero e THE BRIG, come a suo tempo il Living Theatre

La cerata del mistero…
The brig

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PS. Sabato 16 marzo, inaugurazione della Stazione Ferroviaria di Vergato RIQUALIFICATA da non perdere. Per la fontana non diciamo più niente…

DOMENICA 3 FEBBRAIO 2019 – ANNULLO FILATELICO DEDICATO AL MAESTRO LUIGI ONTANI

Cari collezionisti filatelici, cittadini e lettori vicini e lontani… è un piacere per noi dare spazio ad una delle iniziative più uniche ed interessanti che completano la giornata di domenica 3 febbraio : le immagini  preparatorie dell’annullo filatelico che si terrà dalle 9,00 alle 15,00 al primo piano del Palazzo Comunale – in piazza dei Capitani della Montagna – con l ufficio postale distaccato delle Poste e Telecomunicazioni  e il Circolo Filatelico Guglielmo Marconi.

Le bozze e il timbro finale sono state disegnate da Gian Paola Degli Esposti sotto l’approvazione del Maestro Luigi Ontani. Lavoro complesso, iter burocratico partito tre mesi fa,  fino ad approvazione finale dell’Ente Postale del timbro che verrà posto sia sulla cartolina della Fontana “RenVergatellAppenninMontovolO” sia sulle quattro cartoline delle Vetrate del Maestro Ontani  installate nel Palazzo Comunale fin dal 1998. A completamento di queste immagini ci sarà un pieghevole illustrato con la descrizione delle vetrate, scritto dal Maestro Luigi Ontani, e foto della sua ultima opera della Fontana….

Chi ha acquistato la cartolina edita a maggio progettata da Gian Paola con le bustine di zucchero e il fronte e retro dedicato al Maestro Ontani, può portarle all’annullo filatelico il 3 febbraio, così come eventuali opere, foto o libri di testo del Maestro.
Si applicherà il francobollo e su questo l’annullo speciale dedicato. 

Gian Paola, persona creativa ed artista, ha collaborato negli ultimi tre anni con l’associazione, portando nuove idee e curando gli allestimenti artistici di molti suoi colleghi, nella  Galleria Stefanelli, spazio elegante e bellissimo che ha accolto oltre 40 artisti con un totale di oltre 260 opere di pittura, scultura, fotografia, anche nell’ultima edizione di Vergato Arte 2018.

Il presidente dr. Claudio Martinelli, rinnova un ringraziamento speciale a Gian Paola per la collaborazione organizzativa di questo ANNULLO FILATELICO, per le sue idee promozionali che ha creato in questi ultimi tre anni, finalizzate alla crescita e alla conoscenza dell’ Associazione e del territorio dov’è sita.

Dalla redazione di Vergato Arte….
grazie Gian Paola…
e VIVA L ‘ARTE

1) In accordo con il maestro Luigi Ontani, ho eseguito il primo bozzetto per il timbro di annullo postale, previsto inizialmente dal Sindaco, sabato 2 febbraio 2019.
Stemma del comune di Vergato – disegno a china di un particolare della fontana – fima verticale del maestro Ontani e il suo slogan Vivarte – subito approvato dal maestro ma…
per regolamenti della direzione PT … non si può mettere il nome dell Artista, se fortunatamente è ancora in vita !! in più non hanno accettato la sua firma.
Il Maestro, dispiaciuto, ma rassegnato, ironicamente ha scritto, sul mio secondo bozzetto presentato l’ 11 dicembre scorso con le variazioni d’obbligo, che andava benissimo, ma che potendo aggiungere una riga, avrebbe scritto: monumento artista indigeno ignoto…..come si può leggere sul foglio del secondo bozzetto…
Ma… la contentezza è di avere ottenuto questo ANNULLO SPECIALE… che per ragioni già espresse non sarà in stessa data del taglio del nastro dell’inaugurazionbe della scultura della fontana RenVergatellAppeninMontovolO… come un fatto unico e mai accaduto nella filatelia italiana !!!
quindi quasi un Gronchi rosa !!

Vi aspettiamo numerosi a fare su qualsiasi opera del maestro Luigi Ontani, manifesto compreso l’annullo di questo giorno “saltato” per l’inaugurazione della sua opera.

Le cartoline delle vetrate, il folder ed altro saranno già esposte dalle 9 di domenica mattina, timbrate epronte per il ritiro….

Gian Paola

INAUGURAZIONE RINVIATA!!!

A tutti i nostri lettori dobbiamo dare la repentina notizia che purtroppo l’inaugurazione della Fontana Monumentale del Maestro Luigi Ontani è stata rinviata.

A seguire il dispaccio del Sindaco di Vergato Massimo Gnudi, che rende ufficiale la notizia:

Rinviata l’inaugurazione della Fontana “RenVergatellAppenninoMontovolO” di Luigi Ontani prevista per il 3 febbraio, a Vergato , in occasione di Arte Fiera.
Problemi tecnici, verificatisi nella fase conclusiva dei lavori, determinano un ritardo nella predisposizione della Fontana di Luigi Ontani, che ci costringe a rinviare l’inaugurazione dell’opera a Vergato.

La scelta obbligata del rinvio dell’ inaugurazione preclude l’opportunità di contestualizzare l’evento nell’ambito di Arte Fiera, una manifestazione di rilievo nazionale, con uno standard di qualità internazionale, con un forte legame con Bologna e la regione Emilia-Romagna.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati per l’organizzazione delle attività previste nel programma dell’inaugurazione e ai molti che in queste settimane ci hanno manifestato il loro interesse e la loro disponibilità a partecipare. I tempi e le modalità che abbiamo a disposizione per comunicare il rinvio della inaugurazione sono senz’altro insufficienti, anche in considerazione dei mezzi impegnati per promuoverla. Ci scusiamo fin d’ora per i disagi che potranno verificarsi .

Vergato 28 gennaio 2019

Il Sindaco

Massimo Gnudi

Vi terremo informati
e vivA l’Arte

Amarcord…

Oggi che non c’è niente di nuovo sulla Fontana, vogliamo approffittare della bella giornata per fare una “Operazione Nostalgia”, pubblicando alcune foto e video del Club dei “Nati Stanchi”, mitici dandy vergatesi.

“Un gruppo di giovani Vergatesi, già appartenenti alla società dei SAN LUIGI che, secondo il costume dell’epoca, era solito organizzare festicciole in ambienti occasionali sotto l’occhio vigile degli adulti, decise di affrancarsi dalla fastidiosa tutela, trovando e quindi creando un proprio spazio autonomo.
L’idea si concretizzò per gentile concessione della signora Angela Cristiani che mise a disposizione un suo vecchio locale, sito in via De Cristoforis, prontamente trasformato in POSADA (interno di una bettola messicana). Storici fondatori del neo-nato CLUB dei NATI STANCHI furono: Graziano Pederzani, Elio Prezzi, Umberto Rondelli, Sergio Bisonti, Renzo Bressan, Angelo Nuvoli, Luigi Ontani. “

Fonte: Vergato News 24 (per gentile concessione)
Fotografie e Filmati di Graziano Pederzani

Nati Stanchi e vivA l’Arte

La Prof.ssa Graziella Pederzani, amica storica, talora biografa e divulgatrice dell’arte e del verbo ontaniani, in compagnia del Maestro, in occasione di una festa dei NATI STANCHI (anni sessanta).
Graziano Pederzani nel suo laboratorio di radiotrasmissione.


Hanno sbaraccato…

Oggi parliamo degli operai e degli ingegneri addetti all’esecuzione materiale del progetto della Fontana, sono spariti…

Non c’è più il capanno delle attrezzature, non ci sono i camion, nessun bancale di blocchetti e sopratutto non ci sono più gli operai, che ormai conoscevamo.
Il deserto… una gabbia fatta a esagono e lo scheletro di quello che sarà.

dopo l’inverno
c’è la primavera
e vivA l’Arte

è rimasto il cartello.
dettaglio

Chi è Luigi Ontani?

Si fa presto a dire “Maestro di qua, Maestro di là”, ma chi è davvero Luigi Ontani? Perchè è così importante nell’arte della seconda metà del ‘900 (e oltre)?
Trans-avanguardie storiche? Ripassiamo ; )

Questo “dialogo” tra il Maestro Luigi Ontani e il critico Andrea Bellini, ci può aiutare a conoscere l’opera e qualche frammento di vita del nostro artista.

Luigi Ontani

TRA ARTE E VITA
by Andrea Bellini
Fonte: http://www.flashartonline.it/article/luigi-ontani/

Dante, 1972. Fotografia, 80 x 65 cm. Collezione Fabio Sargentini
Dante, 1972. Fotografia, 80 x 65 cm. Collezione Fabio Argentini.

Andrea Bellini: Luigi, frequentandoti negli ultimi mesi, ho avuto modo di constatare fino a che punto l’arte sia per te un impegno abituale, un gioco gentile e inflessibile volto a contaminare ogni aspetto del tuo vivere. Cosa cerchi di dimostrare con questo comportamento?

Luigi Ontani: Innanzitutto un’alterità; cerco di vivere con l’arte nella società, nel respiro e comportamento d’integrità, ritualità per la vita e per la morte, con abito di una non abitudine. Natura e contronatura. Da bimbo, profugo della Seconda guerra mondiale, ho camminato nel sentiero del prato minato attorno a casa.

AB: Camminato giocando, immagino.

LO: Il gioco è il modo nel mondo, ulteriore filtro, maschera mutante de ambulante, senza dovere. L’ironia è buona compagnia, campagna e campana o carillon ridondante.

Evadevamo, 1997. Legno intagliato e dipinto, 212 x 50 x 30 cm.
Evadevamo, 1997. Legno intagliato e dipinto, 212 x 50 x 30 cm.

AB: Quando e come è cominciata questa tua avventura tra arte e vita?

LO: Il desiderio di fare arte è desiderio precoce, infantile, protratto non protetto, dal niente al tutto. Oltre alla ritardaloscenza, di petto ancora putto per rispetto e dispetto. In quarta elementare al tema in classe su Garibaldi disegnai un album completo illustrato miniaturizzato. E per il tema sul viaggio scrissi immaginando fantasticando a Oriente = come labirinto, forse guidato da Collodi/Salgari/Verne/Gulliver, con meta il Minotauro a Tokyo.

AB: Sì, certo. A proposito di ritardaloscenza, che formazione hai?

LO: Autodidatta dilettantesca, estraniandomi/distraendomi/concentrandomi dipingevo e acquerellavo giocando solitario avanguardisticamente perennemente.

AB: Tu hai fatto il militare a Torino nei primi anni Sessanta. Hai avuto modo di vedere delle mostre? Quali artisti hai incontrato?

LO: In libera uscita visitavo le gallerie il Punto, Galatea e Notizie di Luciano Pistoi e poi il Museo d’Arte Moderna e quello Egizio. Ricordo di aver visto opere di Giulio Paolini, Luciano Fabro, Pinot Gallizio, Carla Accardi, Michelangelo Pistoletto, Mario Merz e il Gruppo Zero.

AB: Dopo il servizio militare torni a Vergato, tuo paese d’origine e frequenti la scena artistica bolognese. Una volta mi hai detto che secondo te uno degli artisti più interessanti in città era Vasco Bendini.

LO: Assolutamente. Bendini in quel periodo passava dall’Informale al comportamento, alle installazioni ambientali.

AB: E la tua prima opera in assoluto è stata un ready made, vero? Siamo agli inizi degli anni Sessanta.

LO: Sì, è conservato nel Villino Romamor. Lavorando nella fabbrica Maccaferri, presi un pedale elettrico d’avviamento macchine e attaccai al filo una lampadina celeste. “Angelo custode a pedale”, lo esposi al Palazzo dei Diamanti a Ferrara con Ketty La Rocca e anche da Luciano Inga Pin a Milano. Poi ne feci un altro con tre lampadine colorate a bandiera, un tricolore.

AB: Subito dopo, nel 1965 arrivano i primi oggetti pleonastici, piccoli calchi di oggetti realizzati in materiale povero.

LO: Scagliola dipinta a tempera. Gli oggetti pleonastici sono extragiocattoli; esprimono una dimensione ludica dell’arte, una creatività dilettantesca. Cercando di fare come non fosse né scultura né pittura, né design.

Leda e il Cigno, 1975. Fotografia a colori su carta, grandezza naturale. Cortesy Galleria Fabio Sargentini, Roma
Leda e il Cigno, 1975. Fotografia a colori su carta, grandezza naturale. Cortesy Galleria Fabio Sargentini, Roma.
San SebastianSagittario, 1995. Ceramica di Faenza, 176 cm. Courtesy Galleria dello Scudo, Verona
San SebastianSagittario, 1995. Ceramica di Faenza, 176 cm. Courtesy Galleria dello Scudo, Verona.
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Svenimento, 1969. Veduta dell’azione
Svenimento, 1969. Veduta dell’azione
Tulipanonn'ANO, 1980. Fotografia, 105 x 80 cm. Collezione Fabio Sargentini
Tulipanonn’ANO, 1980. Fotografia, 105 x 80 cm. Collezione Fabio Sargentini

AB: In quel momento realizzi anche una serie di sculture in cartone ondulato e gommapiuma, ritagliate a mano.

LO: Sono costruite con moduli e stilemi, secondo un procedimento giocoso, ripetendo e variando composti, ritagliando e assemblando, sospendendole nello spazio pareti/soffitto/pavimento creando un ambiente coinvolgente, tribale. Stanza delle similitudini >> bosco vergine, sviluppando visivamente (da M. Foucault) concetti d’analogia, emulazione, simbiosi, simpatia.

AB: Nessuna tangenza con l’Arte Povera, nonostante l’impiego di questi materiali…

LO: Infatti. Con radici e riferimenti nel Futurismo, Metafisica, Arte Primitiva e Surrealismo, o in alcuni aspetti di Nouveau Réalisme. Portando in sé un desiderio dell’arte ancora acerbo.

AB: Questi lavori avranno un’importanza centrale nello sviluppo del tuo linguaggio, perché cominci a indossarli, a interagire con essi.

LO: Rappresentano il sentiero che mi ha permesso il discorso, nella composizione e nel comportamento. Mettendoli sugli alberi come fiori e frutti, li ho indossati, fino al gesto dell’onanismo. La documentazione fotografica di questo mio comportamento è stata una rivelazione. Mi resi conto che la foto del gesto era più importante delle sculture in sé, rendendole ulteriormente significative in posa. Inoltre fu uno zingarello, voce bianca di una compagnia ambulante, di passaggio a Vergato, mio paesello natio, recitando La sepolta viva, che per primo mi definì “pososo”.

AB: Da queste prime “foto ricordo” nasce insomma l’idea di poter produrre un’immagine emblematica, frutto di una relazione diretta tra arte e vita.

LO: Proprio così. Invece della performance come accadimento, mi sembrava più interessante considerare l’immagine vivente come pittura. Attraverso lo scatto fotografico avevo la sensazione di poter fermare il mio gesto nel tempo, quindi giocavo con un’illusione di infinito: in quel momento scelgo l’immobilità, l’istantanea della posa. C’era la convinzione di voler rimanere nello spazio dell’arte, apparendo nelle prime pose, come il San Sebastiano.

AB: A proposito di performance, c’è un equivoco riguardo ad alcuni filmati in Super8 che realizzi attorno alla fine degli anni Sessanta.

LO: Sì, quei filmati registravano comportamenti performativi/ripetitivi/ricreativi, in maniera liberatoria: evitando la ginnica dell’azione.

AB: Nell’aprile del 1971 in occasione della mostra “Spazio Teofanico” presso la Galleria Diagramma di Milano esponi Ange Infidèle, un’opera del 1969.

LO: Sì, è un’opera fotografica, considerandola il primo tableau vivant. È il passaggio all’idea di automitizzazione della immagine, il narcisismo dell’angelo. Un’immagine di apparizione iconica. Ci sono gli ovvi riferimenti letterari a Rimbaud e Huysmans, l’idea di una teofania, di un’apparizione del divino sulla terra.

AB: Tra il 1969 e il 1989 realizzi circa trenta lavori ispirati al genere dei tableaux vivants.

LO: I tableaux vivants li vivevo trascorrendo tempo sul posto, completando il bagaglio appreso di immagini allegoriche/mitologiche, per esplorazione, integrando con chiavi/alibi avi territoriali, come affresco, work in progress consapevole dell’avventura d’eccezione straordinaria nell’esemplarità in visita; evitando si estendesse in organizzazione tecnica specialistica, consona allo spettacolo d’intrattenimento.

AB: Non ti interessava lo spettacolo.

LO: Vogliosa idea “che stavo ancora dipingendo con la mente”.

San Sebastiano nel bosco di Calvenzano (d'après Guido Reni), 1970. Fotografia, 100 x 70 cm. Collezione Fabio Sargentini
San Sebastiano nel bosco di Calvenzano (d’après Guido Reni), 1970. Fotografia, 100 x 70 cm. Collezione Fabio Sargentini.
Luigi Ontani ritratto in Piazza Mattei negli anni Ottanta, Roma. Foto: Montgomery
Luigi Ontani ritratto in Piazza Mattei negli anni Ottanta, Roma. Foto: Montgomery.
TroPiedi sul Rovo, 1975. Fotografia, 42 x 61 cm. Collezione dell'artista
TroPiedi sul Rovo, 1975. Fotografia, 42 x 61 cm. Collezione dell’artista.
Ange Infidelè, 1968. Fotografia, 67 x 57 cm. Collezione di Maria Rosa e Gilberto Sandretto
Ange Infidelè, 1968. Fotografia, 67 x 57 cm. Collezione di Maria Rosa e Gilberto Sandretto.
Tetto, 1969. Veduta dell'azione
Tetto, 1969. Veduta dell’azione.

AB: E poi sono arrivate altre cose. Negli anni Ottanta la scultura in cartapesta e ceramica, e il tema della maschera.

LO: Già negli anni Settanta avevo trovato il senso della maschera nella mia fisiognomica, poi riletta attraverso le diverse etnie e quindi il viaggio nella mappa della maschera antropologica del mondo, e col calco ripetendo la scultura come ibridolo, cioè ibridazione dell’idolo, riconsiderandone anche la mediazione del materiale, quindi dalla cartapesta alla ceramica, al legno, al vetro, al misto.

Pinocchio, 1972. Fotografia, 85 x 67 cm. Collezione Fabio Sargentini, Roma
Pinocchio, 1972. Fotografia, 85 x 67 cm. Collezione Fabio Sargentini, Roma.
PineAlante Litteram, 1994. Stampa fotografica in bianco e nero su carta virata a seppia e acquerello, 76 x 61 cm. Collezione Privata. Courtesy Galleria dello Scudo, Verona.
PineAlante Litteram, 1994. Stampa fotografica in bianco e nero su carta virata a seppia e acquerello, 76 x 61 cm. Collezione Privata. Courtesy Galleria dello Scudo, Verona.

AB: A proposito di maschera e di ruoli. Qualcuno ha voluto leggere nel tuo lavoro un’anticipazione delle problematiche transgender, l’idea di una ambiguità sessuale esibita. C’era allora in te una idea di rivendicazione di natura politica? Una battaglia contro i tabù e i luoghi comuni dell’Italia di allora?

LO: La posizione oltre i pregiudizi, per discrepanza del contesto. Ho vissuto gli scandali che mi sono capitati. Li ho accettati senza esasperarli. Ma non c’era la volontà di organizzare del rumore, una contestazione. È successo che facessi delle cose per istinto, distinto, che andavano dal rispetto al dispetto, tutto qui.

AB: Piuttosto una posizione poetica.

LO: Ho scelto di giocare in leggerezza e in frivolezza esplicitamente, nella consapevolezza che anche attraverso la seduzione estetica ci fosse un’etica del comportamento, un desiderio di trasformazione e di cambiamento.

AB: Al di fuori delle corporazioni, ad oltranza nell’arte!

LO: Idealizzando l’originale androginia senza esasperare o fomentarne il grottesco della trasgressione stereotipata e/o rivendicazione propagandistica, proponendo lo spazio dell’arte come miraggio vivibile, oltre le aggregazioni, senza sottovalutarne l’utilità sociale e solidarietà, che comunque e ovunque l’arte esprime particolarmente.

AB: Le mostre personali hanno sempre rappresentato per te delle tappe, un momento importante di riflessione.

LO: Infatti. Come questa ultima personale da te curata al Castello di Rivoli. Mi permette ancora una volta di riconsiderare il presente della mia avventura, e di giocare un ventaglio di cose datate che continuo a rigiocare, ritrovando il tempo di vista che muta avvicinando illusoriamente l’impossibile relativo attivo.

AB: Quali sono le persone che ti interessano di più?

LO: I poeti, mi piacerebbe frequentarli di più, perché è un’altra dimensione improbabile della vita. Credo che rispetto all’ossessione mistico-religiosa anche il poeta viva una grande libertarietà, perché egli non teme lo sguardo di Dio.

AB: Una mistica laica?

LO: Nel senso che se Dio c’è, il poeta lo trova all’interno del proprio labirinto poetico, esternandolo.

AB: È quello che tu fai con l’arte, no?

LO: Non so, vivendo e respirando e risputando con l’arte, ironicamente, eroticamente, ritualizzando, spostando e viaggiando commuove muovere l’altrove.

Andrea Bellini è critico d’arte, curatore e Direttore del Castello di Rivoli, Rivoli (TO).

mEnTe ApeRtA
e
vivA l’Arte

Fontana innevata? Fontana fortunata!

Pausa di riflessione dei lavori.

La base, il prato, Montovolo, il serpente, la statua, vorticano nella nostra fantasia alla velocità della luce, ma la domanda è sempre quella: “quando arriva la Fontana”?

Stiamo a vedere
e
vivA l’Arte

Il cielo non promette nulla di buono.
Intanto proseguono i lavori alla facciata della Stazione Ferroviaria.


Un piccolo passo per l’uomo…

Sembra essersi concluso il primo step dei lavori. BENE!
Il sabbione sul fondo aspetta di essere rimosso dalla nuova pavimentazione e la base di accoglimento attende solo l’arrivo del “RenVergatellAppenninMontovolo”.

Aspettiamo impazienti ma operosi ; )

PS. Si stanno rapidamente diffondendo diverse storie sul misterioso arrivo della fontana: c’è chi sostiene avverrà in una notte di plenilunio, altri pensano che sarà all’alba come i duelli d’un tempo, alcuni addirittura propenderebbero per l’ipotesi aliena

Ma in definitiva l’importante non è “quando arriverà” ma “quando sarà arrivata”!

Attendendo fiduciosi
nuove forme di vita
vi salutiamo e
vivA l’Arte

Finita la pavimentazione resta il sabbione
E’ rimasto anche mezzo bancale di sanpietrini, caccia via!
Quando arriverà la bellezza? Mistero.
Avvistato U.F.O. questa sera in Piazza della Stazione a Vergato (BO), non possiamo purtroppo garantire l’autenticità dell’immagine! NIENTE PANICO e vivA l’Arte!


“RenVergatellAppenninMontovolo” ha finalmente il pavimento

La fontana monumentale del Maestro Luigi Ontani, RenVergatellAppenninMontovolo, ha finalmente una degna pavimentazione ed i lavori procedono incessantemente approffittando del bel tempo!

Vi segnaliamo l’articolo pubblicato su www.bolognawelcome.com riguardo l’inaugurazione e le varie iniziative della giornata:

“Taglio del nastro domenica 3 febbraio per la Fontana “RenVergatellAppenninMontovolo” realizzata dal grande maestro Luigi Ontani.

L’iniziativa, curata dal Comune di Vergato e dall’associazione Vergato Arte e promossa da Città Metropolitana in collaborazione con Bologna Welcome, si svolge a Vergato nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano. La manifestazione rientra all’interno del circuito eventi di Art City Bologna. Alle 10.30 è prevista la conferenza di presentazione dell’opera presso la sala del consiglio del Palazzo Comunale, in piazza dei Capitani della Montagna, dove sarà possibile ammirare le policrome vetrate realizzate dallo stesso Ontani, che prenderà parte all’iniziativa insieme alle istituzioni. Alle 11.30 verrà inaugurata la Fontana, situata nella centralissima Piazza Giovanni XXIII. Realizzata in marmo e bronzo, l’opera crea un affascinante sodalizio tra arte e territorio, richiamando le figure della mitologia classica. Il Fauno rappresenta il fiume Reno, il CupidoAmor d’Arte il torrente Vergatello e il maestoso Tritone è l’Appennino, catena montuosa a contenere l’acqua. Il Gigante appoggia sull’uovo che allude al favoloso “Montovolo” circuito a spirale dal serpente “Auroboros”.

“Luigi Ontani nasce a Vergato e sviluppa le sue abilità artistiche tra pittura, scultura e fotografia. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, inizia ad esporre alla fine degli anni ’60 e negli anni ’70 con i “tableaux vivants”, performance dal vivo e come “posa” fotografica a grandezza naturale, per citazione del Museo e della Commedia dell’Arte. Poi, attraverso la maschera realizza, con la collaborazione di artigiani virtuosi di diversi materiali, opere con radici nell’arte applicata ornamentale. Ha esposto in diversi musei e spazi espositivi nazionali e internazionali, dal Guggenheim (New York) al Kunstverein (Francoforte), allo SMAK (Gand), al Kunsthalle (Berna), a Capodimonte (Napoli), al Serpentine (Londra) e biennali da Venezia a Sidney. L’ultima personale è del 2017, nell’Accademia di San Luca a Roma.

Pavimentazione in allestimento, apprezzato il diverso orientamento dei Sanprietrini rispetto alla stada.
La parte da concludere ma l’alloggiamento ha preso forma
Dettaglio

Dario Mingarelli presenta “Work in Progress”

Il Prof. Dario Mingarelli presenta “on the air” la rubrica “Work in Progress”, aggiornamento quotidiano sull’andamento dei lavori della Fontana del Maestro Luigi Ontani, a cura della redazione di Vergato Arte e Cultura.

errata corrige: in data Domenica 3 Febbraio 2019 verrà INAUGURATA non installata la Fontana del Maestro Luigi Ontani

State sintonizzati
e
vivA l’Arte!!!